Descrizione
La peste del 1600
Nella primavera del 1600 si propagò nell’Ossola una febbre maligna detta peste.
La peste era stata preceduta da una moria di api, che fu interpretata come segno premonitore della terribile epidemia.
La peste fu importata probabilmente dalle soldatesche di passaggio in queste valli e dai mulattieri, che attraverso la via del Sempione trasportavano la merce al di là dei monti.
Il contagio si propagò nell’alta val Divedro, poi dai villaggi di Bugliaga e Trasquera, si diffuse rapidamente ad altri paesi dell’Ossola.
Il male si manifestava con ingrossamento delle parotidi, con lividi nel ventre e nella schiena con tumori sanguigni in varie parti del corpo.
Per combattere il morbo si praticarono le purghe, ossia la disinfezione delle case, degli indumenti e degli oggetti.
Le case venivano sterilizzate con pece, salnitro, zolfo, incenso, bacche di ginepro.
I panni venivano purgati esponendoli all’aria o lasciandoli sotto terra o nell’acqua corrente per otto giorni.
La mortalità fu altissima.
A Bugliaga e Trasquera perirono quasi cento persone.
Due frazioni di Trasquera vennero chiamate Villa Nera e Caso ( Cias ), perchè la popolazione fu praticamente annientata.
NB. Il termine Cias significa lutto.
La tradizione orale, ma anche le vecchie mappe catastali, tramandano di un luogo nella parte alta della Fraccia detto “cimitero”, corrispondente all’attuale lariceto presso la parete attrezzata. Qui furono seppelliti i morti di peste, lontano dai centri abitati, nel tentativo di contenere la propagazione del contagio.
Nella primavera del 1600 si propagò nell’Ossola una febbre maligna detta peste.
La peste era stata preceduta da una moria di api, che fu interpretata come segno premonitore della terribile epidemia.
La peste fu importata probabilmente dalle soldatesche di passaggio in queste valli e dai mulattieri, che attraverso la via del Sempione trasportavano la merce al di là dei monti.
Il contagio si propagò nell’alta val Divedro, poi dai villaggi di Bugliaga e Trasquera, si diffuse rapidamente ad altri paesi dell’Ossola.
Il male si manifestava con ingrossamento delle parotidi, con lividi nel ventre e nella schiena con tumori sanguigni in varie parti del corpo.
Per combattere il morbo si praticarono le purghe, ossia la disinfezione delle case, degli indumenti e degli oggetti.
Le case venivano sterilizzate con pece, salnitro, zolfo, incenso, bacche di ginepro.
I panni venivano purgati esponendoli all’aria o lasciandoli sotto terra o nell’acqua corrente per otto giorni.
La mortalità fu altissima.
A Bugliaga e Trasquera perirono quasi cento persone.
Due frazioni di Trasquera vennero chiamate Villa Nera e Caso ( Cias ), perchè la popolazione fu praticamente annientata.
NB. Il termine Cias significa lutto.
La tradizione orale, ma anche le vecchie mappe catastali, tramandano di un luogo nella parte alta della Fraccia detto “cimitero”, corrispondente all’attuale lariceto presso la parete attrezzata. Qui furono seppelliti i morti di peste, lontano dai centri abitati, nel tentativo di contenere la propagazione del contagio.
Mappa
Indirizzo: Località Fraccia, 28868 Trasquera VB, Italia
Coordinate: 46°13'6,5''N 8°13'3''E
Indicazioni stradali (Apre il link in una nuova scheda)
Modalità di accesso
non accessibile