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Descrizione

L'oratorio di San Marco, situato in frazione Paglino, fu la prima chiesa parrocchiale di Trasquera. E fu una delle prime chiese, che si staccarono dalla chiesa madre di Crevoladossola.
Questa chiesa nel 1400 era inserita nel territorio appartenente allo Stato di Milano ed era frequentata sia dagli abitanti di Divedro che da quelli del vicino Vallese. Ma da questi approcci fra popoli diversi nascevano risse e tumulti, che spesso mettevano a repentaglio la vita delle persone, ivi convenute.
Le due popolazioni si contendevano i territori e gli alpeggi posti lungo la linea di confine fra Italia e Svizzera e gli incontri, che avvenivano nei giorni di festa, erano spesso un pretesto per venire alle mani.
Il grave fatto di sangue avvenuto a Paglino il 25 aprile 1484, durante la festa di San Marco, rese ancor più difficile la convivenza fra le due comunità.
Per placare le discordie e smorzare le antiche inimicizie, nel 1495 si stipulò un trattato fra il duca di Milano, Ludovico Maria Sforza, e il vescovo di Sion, Jost di Silenen.
L'istrumento fu redatto e sottoscritto nel castello di Milano alla presenza di cinque vescovi.
Agli abitanti del Vallese si vietò di frequentare la chiesa di San Marco a Paglino, specialmente nei giorni di solennità.
Agli abitanti di Divedro si proibì l'accesso alla futura chiesa di San Marco, che nel frattempo doveva essere costruita nel villaggio di Gondo, in territorio vallesano.
Ogni trasgressione sarebbe stata punita con la pena capitale, ossia con la forca.
Il trattato di Milano chiudeva due secoli di ostilità e sanciva i nuovi confini fra Italia e Svizzera. La val Vaira e il territorio situato fra Gabi e Paglino, che erano sempre stati di proprietà ossolana, passavano definitivamente in territorio svizzero.
Secondo le scritture del vescovo di Novara, Carlo Bescapé, la chiesa dei Santi Gervasio e Protaso di Trasquera si sarebbe staccata da quella di Paglino verso il 1497, trasformandosi in parrocchia.
Da allora l'oratorio di Paglino andò rapidamente deperendo e nei secoli successivi entrò in uno stato di completo abbandono.
Antiche reliquie

La divina Provvidenza volle fosse arricchita di numerose reliquie la chiesetta di Paglino, posta sulla via che conduceva al Sempione.
Con queste reliquie portate a San Marco nei primi secoli dopo il mille si voleva combattere il propagarsi delle eresie, che cercavano di infiltrarsi nella fede cristiana.
Quando la chiesetta cominciò a manifestare i primi segni di incuria, dovuti all'abbandono, le reliquie furono piamente portate in altra chiesa.

Dall'inventario redatto nel 1762 dal parroco don Bartolomeo Gnuva
Servizio liturgico nell'oratorio

Il curato di Trasquera deve percorrere quattro miglia per assolvere i suoi impegni di cappellano nella chiesa di San Marco. E deve affrontare strade impervie e disagevoli, che d'inverno sono quasi impraticabili.
Il cappellano ha l'obbligo di celebrare dieci messe ogni anno nella chiesa di San Marco.
Queste celebrazioni cadono nelle feste di San Marco, di San Giovanni Battista, di Santo Stefano e nel periodo della Quaresima.
Il cappellano deve tener fede ai suoi impegni in tutte le stagioni dell'anno e deve compiere viaggi lunghi e faticosi per conciliare il servizio liturgico della chiesa di San Marco con quello della chiesa parrocchiale di Trasquera.

Da un inventario dell'oratorio compilato nel 1709
dal parroco Giovanni Battista Grossi

Stato della chiesa

L'oratorio di San Marco è situato a Payno, frazione della Cura di Trasquera.
È fondato sulla roccia, sotto la strada mulattiera, che conduce al Sempione.
Davanti alla facciata, verso occidente, vi è un piccolo cimitero, in cui si suppone con qualche fondamento, si seppellirono i cadaveri in altri tempi.
La chiesa ha una sola navata, il cui soffitto è di legno. Ad oriente ha il coro fatto a volta, lavorato con stucco e abbellito con diverse pitture e nisse.
Vi è un solo altare in mezzo al coro e l'icona è fatta a stucco con diverse nisse all'intorno, ove sono dipinte figure di Santi. L'altare è sormontato da un quadro con cornice dorata. Su di esso è dipinta l'immagine della Beata Vergine Maria col Bambino in braccio.
Le effigi di San Marco e di San Carlo completano il quadro.
A lato dell'altare vi sono due angeli dorati.
Ad uso del culto vi sono due croci, sei candelieri di legno argentato, quattro candelieri di ottone, tre tovaglie per la mensa, due palii, uno di cuoio fiorato e l'altro di tela, un paio di orzoli di stagno, un piccolo campanello, due bacili, uno di stagno e l'altro di maiolica, due fiorami con vasi dorati.
Dinanzi al coro vi è un architrave con qualche ornamento, sormontato da un crocifisso.
Vi sono due cancelli di legno e accanto ad essi due gradini, che portano all'altare.
Nel coro verso settentrione, si apre una finestra munita di vetri e di inferriata.
Vi è pure un vestiario grande di noce, in cui si conservano tre pianete di grograno, due veli per il calice, tre borse, stole e manipoli, un calice, una patena dorata, due corporali, quattro purificatoi, due camici con cingoli e amitti, due cuscini di corame, un messale romano, una cotta, un secchiello di rame.
Dalla parte del coro vi è un confessionale fatto a cattedra e una cassa di dagiole.
Sopra il tetto dell'oratorio vi è un piccolo campanile con una campanella di metallo perfettissimo.
L'oratorio ha due porte: la principale nella facciata e l'altra nella parete di mezzanotte. Vi sono anche due pile di marmo per l'acqua santa.
Tutte e due le porte si chiudono con chiave e stanga.
Il pavimento è fatto di astrigo.
Vi è anche un quadro antico scolorito dal tempo.


Mappa

Indirizzo: SS33 del Sempione, 74, 28868 Trasquera VB, Italia
Coordinate: 46°11'47,1''N 8°9'8,4''E Indicazioni stradali (Apre il link in una nuova scheda)

Modalità di accesso

non accessibile ai disabili

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